Mentre percorrevo la strada che scendeva da Ragusa a Ibla una visione mi ha folgorato: il borgo di Ibla abbarbicato sullo sperone di roccia sembrava un quadro scolpito nella pietra dei Monti Iblei.
Ragusa Ibla: il centro storico della moderna Ragusa
Ragusa Ibla più che una cittadina, é un luogo in un tempo sospeso che racconta la storia di una Sicilia autentica. Un’antica città fortezza costruita su terrazzamenti di roccia naturali, da scoprire lentamente, lasciando che siano la luce calda, le forme dei suoi edifici e delle case lungo le viuzze, con le ombre delle persiane socchiuse, a raccontarne la sua storia.

Nel cuore del paesaggio barocco del Val di Noto, a Ibla la pietra locale e l’architettura tardo barocca hanno dato vita ad un quadro. Le facciate color miele dei suoi palazzi aristocratici, i balconi barocchi scolpiti, le chiese, le scalinate e le sue viuzze strette compongono una scenografia unica dove ogni stile trova, naturalmente, il proprio posto.
Scoprire Ibla con le parole di Gesualdo Bufalino
Mi sono letteralmente persa passeggiando tra le viuzze di Ibla, salendo scalinate nascoste che regalano scorci inaspettati lasciando che questo luogo mi rivelasse la sua identità. Ogni sosta diventava una cornice: una facciata mi soprendeva dopo una curva, una scalinata mi conduceva verso una chiesa, un balcone barocco mi appariva improvvisamente tra le case del paese dove, sui tetti scoperti, si nascondevano romantiche terrazze.
Al centro di questo quadro il Duomo di San Giorgio: capolavoro tardo barocco siciliano dell’architetto Rosario Gagliardi. La chiesa sembra essere stata incastonata perfettamente nell’attuale piazza principale di Ibla, con la sua scenografica scalinata e la sua grandiosa facciata a torre adornata da capitelli riccamente intagliati.
Il Duomo di San Giorgio é l’essenza della teatralità estrosa che caratterizza il barocco Ibleo: movimento di linee, vuoti e pieni di pietra, facciata a torre con abbondanza di decorazione e luce trasformati in architettura, oltre alle celebri prospettive bugiarde, così felicemente definite da uno degli scrittori siciliani più significativi del Novecento: Gesualdo Bufalino.

E sono proprio le parole di questo scrittore a dare il benvenuto a Ibla al visitatore su una targa affissa all’ingresso del borgo, nella quale sottolinea il carattere di Ibla contrapposto a quello di Ragusa Superiore e le qualità d’animo necessarie per comprendere Ibla “… ci vuole una certa qualità d’anima, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia; ma anche si pretende la passione per le macchinazioni architettoniche, dove la foga delle forme in volo nasconde fino all’ultimo il colpo di scena della prospettiva bugiarda. Ibla è la città che recita con due voci, insomma. …”
da “La Luce e il Lutto” di Gesualdo Bufalino, ed. Sellerio, 1988

La bottega storica dei Carrettieri di Cinabro dal 1860
Ma Ibla racconta anche un’altra storia, per niente banale: quella della civiltà montana e dei Carretti siciliani.
Icona dell’identità della Sicilia, inseriti nel Registro delle Eredità immateriali della Sicilia, il Carretto siciliano é, attualmente, in attesa di essere riconosciuto come Patrimonio immateriale dell’Unesco.
I carretti, nati come mezzo di trasporto povero, scendevano dalle montagne degli Iblei, verso i centri abitati, nelle piazze, per trasportare e vendere merci, ma anche per raccontare visivamente alle persone storie di Paladini, di Santi ed eroi storici come libri illustrati ambulanti.
Trasportavano grano, carrube, vino, olio, formaggi e legna, ma anche notizie, racconti e tradizioni. Il loro viaggio attraversava strade tortuose e salite impegnative, frequentate da briganti, fino a raggiungere il cuore della città, Piazza Maggiore a Ibla, che non era solo uno spazio di incontro, ma anche un luogo di scambio e di mercato.

La bottega di Cinabro, situata nei fondi del Palazzo dei Baroni Arezzo, nel cuore di Ibla porta avanti l’arte di intagliatori, restauratori e mastri pittori del Carretto siciliano.
Biagio Castilletti, socio di questa bottega con Damiano Rotella, mi spiega che, con l’introduzione dell’auto, il carretto siciliano è scomparso come mezzo di trasporto, ma si é affermato come opera d’arte per collezionisti, per eventi folkloristici o matrimoni tradizionali e, recentemente, al mondo della moda e del Made in Italy.
La loro storia ha inizio come garzoni di una bottega di artigiani a Catania presso la quale hanno appreso l’arte dell’intagliare il legno, della pittura artistica, in stile catanese e palermitano, e quello dello studio dei paramenti dei cavalli.
Biagio Castilletti mi spiega che ogni carretto siciliano è decorato a mano con colori ad olio e pigmenti macinati a mano su fondo giallo con motivi geometrici, per lo stile palermitano, o rosso, come il Rosso Cinabro Imperiale proveniente dall’Oriente, colore che riprende la colata lavica, per lo stile catanese.

La varietà delle scene raffigurate nei carretti dipende dalla zona di provenienza in Sicilia. La scelta delle scene aveva la funzione di proteggere il carrettiere stesso, considerato un eroe per i pericoli che dovevano affrontare lungo la strada, ma aveva anche la funzione di raccontare storie a quanti non sapevano leggere, oltre ad attirare l’attenzione dei passanti.
Per quanto riguarda le decorazione, queste si differenziano tra lo stile palermitano, o occidentale, dove prevalgono le battaglie di Paladini contro i Saraceni, con disegni arabescati, mentre i temi religiosi, la vita dei santi legati al territorio, come Sant’Agata, ma anche personaggi storici, come Garibaldi o Cristoforo Colombo, prevalgono nello stile orientale o catanese maggiormente legato alla decorazione barocca.

La bottega Cinabro esegue visite guidate su prenotazione e workshop per chi volesse imparare l’arte della decorazione. Cercate la pagina FB e contattateli: info@cinabrocarrettieri.it
Nel 2015 la bottega di Cinabro ha iniziato una collaborazione con la casa di moda italiana DOLCE&GABBANA per la loro collezione “Sicily is my Love” che gli ha commissionato la decorazione di piccoli elettrodomestici, come la moka della Bialetti o il frigorifero e il tostapane d’arte SMEG, con scene tratte dai carretti siciliani, da commercializzare in tutto il mondo.
Per vedere quello che è stato realizzato con le decorazioni della bottega Cinabro: https://www.bialetti.com/it_it/dolce-gabbana e ancora: https://world.dolcegabbana.com/it/news/collaborazione-dolce-and-gabbana-e-smeg-per-frigoriferi-dipinti-carretto-siciliano
Forse è proprio tutto questo che rende Ragusa Ibla simile a un quadro: non la perfezione di una singola immagine, ma la composizione di tante piccole scene ambientate in epoche diverse. Una bellezza fatta di materia, luce, tradizioni e forme artistiche che il tempo ha modellato senza cancellarle.
Per informazioni e proposte di viaggio su misura, contattateci a: inforitrattidiviaggio@gmail.com

